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domenica 20 settembre 2015

Amal Alamuddin: tutti i look piu belli


Amal Alamuddin è l’unica in grado di rubare la scena (e i flash dei fotografi) a uno come George Clooney.


Professione ufficiale avvocato, di fatto autentico compendio d’eleganza.


Se volete sapere quale tacco si porta con l’abitino bon ton, o con quale borsa accessoriare la tuta militare, o quali sneakers indossare con un paio di jeans sdruciti cheiedete a lei.




Capace di snocciolare, giorno dopo giorno, con la precisione di chi ha assistito a ogni sfilata, i migliori trend di stagione.


Niente è lasciato al caso: il punto forte di Amal Alamuddin è la scelta precisa degli accessori, oltre che dei look.


La tote giusta sull’abito giusto, la tracolla hippie sulla mise da weekend.


E un paio di occhiali scuri da inforcare per raggiungere in un attimo il perfetto quoziente mistero della vera diva.

giovedì 11 settembre 2014

Pippa Middleton diventa regina… di eleganza



In una serata ricca di mise azzardate, Pippa Middleton ha portato delicatezza ai GQ Men of the Year Awards a Londra. All’evento, la damigella più famosa nella storia del matrimoni reali britannici ha consegnato il premio Innovator of the Year a Ewan Venters, Ceo di Fortnum & Mason, grande magazzino amato dalla regina Elisabetta e dalla duchessa Kate.
La Middleton ha calcato il red carpet con grazia in un abito della collezione autunno inverno 2014 di Hugo Boss. Il vestito in chiffon color cipria alla caviglia con fascia in vita è interamente ricamato di paillettes. Hugo Boss anche ai piedi con i sandali in pelle bronzo Lenia (340 euro). Unica nota stonata il piede storto sul tappeto rosso: il portamento si può migliorare.
Clutch in pitone, chignon composto e gioielli bon ton: Pippa viene incoronata regina d’eleganza.

domenica 9 febbraio 2014

Brooks Brothers, lo stile a stelle e strisce arriva nel cuore di Roma

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Roma s’illumina d’America con il primo flagship store di Brooks Brothers nel cuore della capitale, tenuto a battesimo dagli attori Giorgio Pasotti e Nicoletta Romanoff. Tre piani di autentico charme a stelle e strisce, nella migliore tradizione formalwear e casualwear per uomo e donna, tracimano eleganza dal palazzo incastonato tra via del Leoncino e Piazza San Lorenzo in Lucina, restaurato per l’occasione con la massima cura al fine di mantenerne intatto il fascino e i dettagli storici.


 Sulle boserie in ciliegio chiaro adagiate sui pavimenti originali in cotto che si specchiano nei soffitti a cassettoni, si rincorrono le icone di uno stile che da oltre duecento anni fa tendenza in USA e nel mondo: quello delle camicie botton down. Preziosi arredi del tardo ottocento aggraziati da autentici libri antichi fanno da cornice alle Mainlines del brand tutte disponibili per ogni tipo di esigenza. A cominciare dalla Red Fleece, dedicata ai più giovani che non vogliono rinunciare alle linee pure e ai tessuti di pregio dardeggiandole però con dettagli di brio, per proseguire con la più classica Black Fleece, scaturita dalla matita creativa di Thom Browne, tutta giocata su tavolozze rigorose e stoffe da veri intenditori, inossidabile riferimento per gli amanti del fascino senza tempo targato American Style. Il reparto su misura è il fiore all’occhiello dell’azienda fin da quando, ben prima di diventare proprietà italiana, nel 1818 apriva i battenti a Manhattan, per volontà e visione di Henry Sands Brooks, trasformandosi in breve nella stella polare dell’eleganza di celebrità, politici e professionisti di ogni parte del globo. Indossando orgoglioso il suo cappotto su misura Brooks Brothers, Abramo Lincoln si insediava alla Casa Bianca. Vestendo la stessa griffe, veniva anche assassinato. Testimonial d’eccezione, nel tempo sono stati anche Cary Grant e Clarke Gable oltre ai Rockfeller e a Gianni Agnelli. «La mia intenzione- spiega Claudio Del Vecchio, presidente e CEO di Brooks Brothers che sulla nuova sede capitolina punta molto- è quella di sviluppare il tailoring che ci contraddistingue, aprendo anche una scuola di sartoria su misura, sempre più richiesta dalla nostra clientela». Oggi la storica maison, dopo la collaborazione con il cinema per il film Il Grande Gatsby, candidato agli Oscar per i costumi, che l’ha vista impegnata nella realizzazione di oltre trecento outfit maschili, sta lavorando con la celebre serie tv Mad Man. L’opening dell’Urbe costituisce una tappa fondamentale per la diffusione in Europa del marchio che, al di là dell’Atlantico, è, da ormai due secoli, un punto di riferimento.

venerdì 24 gennaio 2014

A Parigi l'eleganza di Chanel sfila in scarpe da ginnastica


 
 




 Parigi, 21 gennaio 2014 - Debutto sulle passerella dell'haute couture di Parigi per le sneakers, le scarpe da corsa e da fittness che hanno accompagnato tutte le 65 uscite della collezione per la prossima estate in un Grand Palais trasformato in un Cambon Club con tanto di orchestra dal vivo su un candido palco ruotante. Così Karl Lagerfeld, inossidabile direttore creativo del brand fondato da Mademoiselle Coco, stupisce clienti e ospiti dell'alta moda ancora una volta e non solo coi vestiti ma anche con queste calzature che spiazzano e al tempo stesso attualizzano e ringiovaniscono tutti i canoni dell'eleganza che esce dagli atelier e che costa migliaia di euro a vestito su misura.
Il Kaiser già con l'ambientazione disco vuol strizzare l'occhio alla clientela più ricca che porterà le sneakers di Chanel col taillerur di tweed estivo rosa madreperlato e con l'abito da sera lungo nero tutto tutte e ricami iridescenti, un segno di libertà ma anche di sfrontata eleganza che certo fa già discutere l'esigente e ovattato mondo dell'haute couture. Ma i risultati del giro di affari della maison Chanel sembrano dare più che ragione agli azzardi di Kaiser Karl se, come anticipano i giornali economici francesi, nel 2013 appena chiuso si sono passati i 6 miliardi di dollari di successo.

Parigi Haute Couture, tra anacronismi e gran classe






Parigi Haute Couture fra anacronismi e splendori. Nella tre giorni parigina abiti per milionarie che, però, affascinano tutte le donne del mondo. 
L’Atelier Versace fa sfilare la versione contemporanea di una dea, tra sensualità e mistero, con i revers delle giacche e gli scolli degli abiti che formano fluidi cappucci alla Grace Jones.
È quasi un pret -à-couture il defilé di Christian Dior firmato da Raf Simons. La linea è una rivisitazione moderna e sensuale di pizzi e trasparenze. Le sue 52 uscite sono molto traforate, con tessuti trattati con lavorazione à-jour, formata da piccoli oblò ritagliati, asole e fessure, black&white.
Grande attesa per Schiaparelli, il brand rilevato da Diego Della Valle e affidato alla creatività di Marco Zanini. Il suo stile rinnova la griffe con metri di tulle argenteo e blazer maschile, short luccicanti e mantella couture in broccato, giacca dandy verde acqua con maniche nere esplosive, camicia di chiffon in pois infilata nella lunga sottana a ruota.
Atmosfera da discoteca e completi dall’aria ginnica invece da Chanel by Karl Lagerfeld. Le giacchine bolero scoprono il vitino da vespa, segnato da un motivo alto a bustino che lascia poi libera la gonna. Su tailleur, completi e abiti da cocktail abbina scarpe da ginnastica, ricche, preziose, ricamate e glitterate.
È nomade, curiosa e anela l’Oriente la donna che veste l’Haute Couture di Armani Privé. La sua collezione ha richiami etnici, jacquard a disegni indiani e pizzo crinolina, su blazer da giorno com pantaloni da odalisca.
Somiglia a un'opera d'arte a cavallo tra pittura e lirica la sfilata di Valentino. Tra le 55 uscite c'era la Violetta della «Traviata», in un lungo tutù bianco ricamato con la partitura del brano, ma anche l'abito Adamo ed Eva (dal dipinto «Il giardino dell'Eden» di Lucas Cranach) ricamato con fili di 50 colori e realizzato con 2200 ore di lavorazione.
Infine, Jean Paul Gaultier che propone le sue donne colorate che sfarfallano ironiche e leggere sulla passerella.

mercoledì 15 gennaio 2014

A Milano di scena la moda maschile, tra intimità ed eleganza trasandata










Moda uomo fra intimità e nomadismo, fra sport e relax.
Prada celebra il passaggio dal pop all’intimità borghese. In passerella non solo lui ma anche lei: sfilata mista e sarà così anche in futuro. 
Un uomo asciutto, dallo stile individuale, che ricorda gli anni 70, Berlino e l’avanguardia teatrale. Abiti « normali»: pantaloni semplici, colori sobri (tanti beige e azzurrini), toni quasi duri. Cravatte usate come sciarpette, giubbotti che ricordano quelli delle divise militari anni ’70. E poi la pelliccia, anche smanicata, portata con disinvoltura anche da lui. «Tutto è un po’ sbagliato», ammette Miuccia Prada «è un’eleganza trasandata», ma, grazie agli uomini e alle donne insieme in passerella anche «una lettura più realista della moda».  Anche Salvatore Ferragamo sceglie l’intimità. Il direttore creativo Massimiliano Giornetti spiega che «la moda deve riflettere i cambiamenti, è giusto anche raccontare la voglia di raccogliersi attorno a un tavolo o la vigilia di un incontro romantico». Ecco quindi che capo simbolo di questa proposta diventa la vestaglia. Se le linee vengono dal capo casalingo per eccellenza, disegni e colori autunnali discendono dai tappeti, tante righe, con gli jacquard sfumati che caratterizzano i capispalla, mentre le frange della coperta rimangono nascoste nel carrè della fodera.   Con Bottega Veneta ancora eleganza rilassata e sicura: Tomas Maier pensa a un uomo che deve essere comodo senza essere sciatto. Pelle nera e attitudine sportiva, innanzitutto, con calzoni da jogging in jersey grigio, con il fondo in maglia a costine che si ripete sulla vita dei giubbini. E poi i cappotti in lana double face, i completi a un solo colore dal grigio allo zafferano.   Calvin Klein invece sceglie la tenuta da lavoro, ma virata nel lusso. Il direttore creativo Italo Zucchelli ha deciso di rivedere i classici del guardaroba da lavoro maschile, dai bomber i pantaloni cargo, con materiali preziosi, come cashmere double face, seta, pelle e shearling.  Per Missoni l’uomo è un surfer nomade, che gira il mondo in cerca dell'onda perfetta, sicuro di sé. In passerella un maschio disinvolto e rilassato, ama la maglia e i colori della terra, indossa cardigan con collo a scialle foderati di shearling e si butta sulle spalle coperte patchwork per accamparsi in riva al mare. Ai piedi sandali francescani ma con sbuffi di pelliccia o Converse in mohair e pelliccia.  Un po’ sportivo un po’ sartoriale l’uomo Marni, che restituisce un'immagine asciutta e grafica, precisa ma con alcune volute disattenzioni.  Omaggio all’uomo duro invece per Philip Plein: sul palco irrompe un cowboy in nero in sella al suo cavallo, un vero duro che mette in mostra il fisico e ama sfoggiare materiali preziosi, come il coccodrillo e la pelle.  Intanto Moncler ha presentato un altro debutto: quello dell'abbigliamento femminile siglato Gamme Bleu, disegnata da Thom Browne. Motivo dominante, tanto per lei quanto per lui, è l'argyle, ossia il motivo a rombi.