Moda uomo fra intimità e nomadismo, fra sport e relax.
Prada celebra il passaggio dal pop all’intimità
borghese. In passerella non solo lui ma anche lei: sfilata mista e sarà
così anche in futuro.
Un uomo asciutto, dallo stile individuale, che ricorda gli
anni 70,
Berlino e l’avanguardia teatrale. Abiti « normali»: pantaloni semplici,
colori sobri (tanti beige e azzurrini), toni quasi duri. Cravatte usate
come sciarpette, giubbotti che ricordano quelli delle divise militari
anni ’70. E poi la pelliccia, anche smanicata, portata con disinvoltura
anche da lui. «Tutto è un po’ sbagliato», ammette
Miuccia Prada
«è un’eleganza trasandata», ma, grazie agli uomini e alle donne insieme
in passerella anche «una lettura più realista della moda».
Anche
Salvatore Ferragamo sceglie l’intimità. Il
direttore creativo Massimiliano Giornetti spiega che «la moda deve
riflettere i cambiamenti, è giusto anche raccontare la voglia di
raccogliersi attorno a un tavolo o la vigilia di un incontro romantico».
Ecco quindi che capo simbolo di questa proposta diventa la vestaglia.
Se le linee vengono dal capo casalingo per eccellenza, disegni e colori
autunnali discendono dai tappeti, tante righe, con gli jacquard sfumati
che caratterizzano i capispalla, mentre le frange della coperta
rimangono nascoste nel carrè della fodera.
Con
Bottega Veneta ancora eleganza rilassata e sicura:
Tomas Maier pensa a un uomo che deve essere comodo senza essere sciatto.
Pelle nera e attitudine sportiva, innanzitutto, con calzoni da jogging
in jersey grigio, con il fondo in maglia a costine che si ripete sulla
vita dei giubbini. E poi i cappotti in lana double face, i completi a un
solo colore dal grigio allo zafferano.
Calvin Klein invece sceglie la tenuta da lavoro, ma
virata nel lusso. Il direttore creativo Italo Zucchelli ha deciso di
rivedere i classici del guardaroba da lavoro maschile, dai bomber i
pantaloni cargo, con materiali preziosi, come cashmere double face,
seta, pelle e shearling.
Per
Missoni l’uomo è un surfer nomade, che gira il
mondo in cerca dell'onda perfetta, sicuro di sé. In passerella un
maschio disinvolto e rilassato, ama la maglia e i colori della terra,
indossa cardigan con collo a scialle foderati di shearling e si butta
sulle spalle coperte patchwork per accamparsi in riva al mare. Ai piedi
sandali francescani ma con sbuffi di pelliccia o Converse in mohair e
pelliccia.
Un po’ sportivo un po’ sartoriale l’uomo
Marni, che restituisce un'immagine asciutta e grafica, precisa ma con alcune volute disattenzioni.
Omaggio all’uomo duro invece per
Philip Plein: sul
palco irrompe un cowboy in nero in sella al suo cavallo, un vero duro
che mette in mostra il fisico e ama sfoggiare materiali preziosi, come
il coccodrillo e la pelle.
Intanto
Moncler ha presentato un altro debutto: quello
dell'abbigliamento femminile siglato Gamme Bleu, disegnata da Thom
Browne. Motivo dominante, tanto per lei quanto per lui, è l'argyle,
ossia il motivo a rombi.