Taylor Mega ha pubblicato su Instagram uno scatto che la ritrae con la sorella maggiore Giada. “Quando apri IG e vedi doppio... Ma non è colpa dello spritz” ha scritto la celebre influencer da 2 milioni di follower.
In effetti, le due ragazze si somigliano in maniera straordinaria stesso sguardo sensuale, stessa chioma bionda, stesso fisico statuario. Lo scatto ha fatto incetta di like, facendo impazzire i fan della celebre influcener. Anche Giada come la sorella minore sta tentando di imporsi sui social sognando il mondo dello spettacolo. Come lei stessa ha annunciato, ha in serbo un progetto per i suoi follower: una raccolta di ricette per mantenersi in forma seguendo uno stile di vita salutare.
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lunedì 9 dicembre 2019
Taylor Mega e la foto con la sosia sorprende tutti: ecco chi è la ragazza con lei
lunedì 2 dicembre 2019
Chiara Biasi, dopo lo scherzo de Le Iene spiega: «80mila euro per alzarmi dal letto? Ecco cosa volevo dire»
In molti questa mattina puntano il dito contro Chiara Biasi, l'influencer a cui Le Iene hanno fatto uno scherzo. Nel mirino è finita la frase «Per 80 mila euro non mi alzo nemmeno dal letto», pronunciata dopo una finta campagna pubblicitaria in cui denunciava un danno alla sua immagine. Gli utenti dei social l'hanno richiamata a un bagno di umiltà e così l'influencer ha provato a difendersi.
In una storia su Instagram, la topo influencer ha spiegato: «Ragazzi state molto sereni per cortesia, che mai sputerei sul denaro, anche perché lavoro e mi mantengo da dieci ann. Quello che intendevo io è che per quella cifra non sarei mai voluta diventare famosa per star seduta su un water appesa al Duomo o per volare su un assorbente, è come se vi facessero il gioco del ‘Ti do 100€ se mangi una cacca’, ma anche no, grazie! Soltanto questo intendevo».
Dalla diretta interessata, dunque, il senso delle sue parole. Di sicuro, lo scherzo le ha dato una nuova popolarità, ma c'è chi ha provato a promuovere un "defollow" di massa dopo la famigerata frase. «Sarebbe bello, vedi poi come si alza anche per meno», è il commento di un utente.
Chiara Biasi, friulana, è una delle più note influencer italiane nel lifestyle con quasi 2 milioni e mezzo di followers. Ha costruito la sua carriera sulla sua immagine, ma lo scherzo de "Le Iene" le ha dato non poche preoccupazioni rendendola testimonial di un'imbarazzante campagna pubblicitaria con un water e un assorbente.
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mercoledì 15 novembre 2017
I dettagli del “cambiamento” di Melissa Satta
Melissa Satta non sta ferma un momento. Due trasmissioni all’attivo, Tiki – Taka e l’appena concluso Il Padre della Sposa, grosse collaborazioni come testimonial (Bata e Stroili, tanto per fare due nomi), un grandissimo successo come influencer sui social network e non da ultima una famiglia di cui occuparsi. Soddisfazioni e tanto tanto lavoro: eppure, la gioia e l’orgoglio che traspare dai suoi occhi mentre parla della propria linea di costumi Changit, non ha eguali.
Melissa, cosa significa “Changit”?
Changit è cambiamento. In inglese si scriverebbe con la E, ma abbiamo voluto stilizzare…
Nasce dall’idea di cambiamento e di evoluzione. In generale, nel mondo della moda, e anche per me, perché oltre a fare da modella stavolta mi sono divertita a progettare. Non ho disegnato con la mia mano, perché non lo so fare, ma ho fatto tutte le scelte progettuali.
Quindi finalmente, anziché “Melissa Satta in costume”, potremo dire “I costumi di Melissa Satta“! Parliamo allora di cambiamento: cosa c’è di bello e di nuovo in questa tua collezione di costumi?
Il velluto è un po’ il mio orgoglio: lo trovo bellissimo, non classico e può essere spezzato e mixato con alti pezzi.
Poi adoro la parte basica, specialmente il costume intero: siamo stati molto attenti al dettaglio. Abbiamo previsto la vita alta e delle sgambature profonde, perché è tornato di moda il modello anni 80, alla Baywatch. Le stringhe laterali sono bellissime e poi io amo il nero!
Sono molto felice dei dettagli: per esempio ci sono spalline fatte con laccetti intrecciati, ci sono costumi trasparenti, ci sono scollature a V sulla schiena.
Le coppe di tutti i costumi sono estraibili perché ci sono donne che non le sopportano. Poi, un motivo di orgoglio dell’azienda è la possibilità di creare e stampare internamente le proprie grafiche.
Com’è stata questa tua prima esperienza nei panni di designer?
All’inizio di questa avventura pensavo di fare 20 costumi. Poi, sviluppa qua, sviluppa là… anzichè il primo step ho fatto una scala. E’ una collezione ampissima, arricchita da capi estivi per ogni occasione: copricostumi, shorts, gonnelloni, vestiti corti e lunghi… c’è veramente tanto.
Qual è stata per te la maggiore difficoltà?
E’ stato arginare la mia fantasia! Il problema vero l’ha avuto la ragazza che ha disegnato i capi, perché io avevo delle richieste assurde. Mi ha dovuto spiegare i motivi tecnici per cui non si potevano fare alcune cose, per esempio le caratteristiche che deve avere una spallina per sostenere, la differenza tra i vati tessuti…
Quale sarà la prossima occasione per indossare i tuoi costumi?
Non lo so! A Natale non andrò al mare. A Francoforte ci sarà troppo freddo. In Sardegna magari vado, ma d’inverno è impossibile stare in spiaggia. Magari nel nuovo anno…
Melissa, cosa significa “Changit”?
Changit è cambiamento. In inglese si scriverebbe con la E, ma abbiamo voluto stilizzare…
Nasce dall’idea di cambiamento e di evoluzione. In generale, nel mondo della moda, e anche per me, perché oltre a fare da modella stavolta mi sono divertita a progettare. Non ho disegnato con la mia mano, perché non lo so fare, ma ho fatto tutte le scelte progettuali.
Quindi finalmente, anziché “Melissa Satta in costume”, potremo dire “I costumi di Melissa Satta“! Parliamo allora di cambiamento: cosa c’è di bello e di nuovo in questa tua collezione di costumi?
Il velluto è un po’ il mio orgoglio: lo trovo bellissimo, non classico e può essere spezzato e mixato con alti pezzi.
Poi adoro la parte basica, specialmente il costume intero: siamo stati molto attenti al dettaglio. Abbiamo previsto la vita alta e delle sgambature profonde, perché è tornato di moda il modello anni 80, alla Baywatch. Le stringhe laterali sono bellissime e poi io amo il nero!
Sono molto felice dei dettagli: per esempio ci sono spalline fatte con laccetti intrecciati, ci sono costumi trasparenti, ci sono scollature a V sulla schiena.
Le coppe di tutti i costumi sono estraibili perché ci sono donne che non le sopportano. Poi, un motivo di orgoglio dell’azienda è la possibilità di creare e stampare internamente le proprie grafiche.
Com’è stata questa tua prima esperienza nei panni di designer?
All’inizio di questa avventura pensavo di fare 20 costumi. Poi, sviluppa qua, sviluppa là… anzichè il primo step ho fatto una scala. E’ una collezione ampissima, arricchita da capi estivi per ogni occasione: copricostumi, shorts, gonnelloni, vestiti corti e lunghi… c’è veramente tanto.
Qual è stata per te la maggiore difficoltà?
E’ stato arginare la mia fantasia! Il problema vero l’ha avuto la ragazza che ha disegnato i capi, perché io avevo delle richieste assurde. Mi ha dovuto spiegare i motivi tecnici per cui non si potevano fare alcune cose, per esempio le caratteristiche che deve avere una spallina per sostenere, la differenza tra i vati tessuti…
Quale sarà la prossima occasione per indossare i tuoi costumi?
Non lo so! A Natale non andrò al mare. A Francoforte ci sarà troppo freddo. In Sardegna magari vado, ma d’inverno è impossibile stare in spiaggia. Magari nel nuovo anno…
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